Archiviazioni mensili: Aprile 2007

Stasera iniziano i concerti del Soave Guitar Festival. Ben tre serate in cui vari chitarristi talentuosi, più o meno noti, avranno la possibilità di esibirsi.
Si tratta di un evento a cui partecipo da qualche anno, da quando, più o meno, ho scoperto (o chi per me) la presenza di Tommy Emmanuel.
Eggià, perché la rassegna ha il culmine con lui, quello che nel sito della manifestazione è definito l’E.T. della chitarra acustica.
Un piacere sentirlo e uno spettacolo (nel vero senso della parola) vederlo suonare!
Peccato che quest’anno sia presente, secondo la scaletta, solo all’ultima serata. Sarà accompaganto da Lizzie Watkins, presenza femminile già vista due anni fa, se non ricordo male.
Beh staremo a vedere che succede domani: stasera non ci vado, ma almeno lunedì ho un appuntamento a cui non posso mancare!

Il ritmo dei Negrita ha accompagnato un piacevole sabato sera, quello degli Zamas, a San Vito di Leguzzano.
Dopo un venerdì sera strepitoso come quello della settimana scorsa, qualche errore s’è fatto sentire. C’era un’aria di distrazione, incentivata anche dalla dispersività del locale, ma il divertimento suggerito dalla musica Zamas, in ogni caso, è riuscito a venir fuori anche ieri sera.
Niente a che vedere con la serata della della settimana scorsa, ma si sa che i giorni non sono tutti uguali e questo è anche il bello della musica dal vivo di questo tipo di gruppi; gruppi che suonano soprattutto perché c’è la passione e la voglia di esprimersi (oltre che, ovviamente, anche la bravura per poterlo fare).

Segnalo solo Mamma Detective, canzone di chiusura, è riuscita particolarmente bene, al contrario dell’ultima volta, e quindi la rivisitazione di questo brano, sfornato ormai da tempo, si è potuta finalmente apprezzare appieno.

Oggi è l’ultimo giorno del SolarExpoo, un’esposizione sulle energie rinnovabili e, in particolare, sul fotovoltaico.

Ieri mattina, approfittando dell’assenza di lezioni, sono andata a visitare i tre padiglioni della fiera: un sacco di espositori, sopratutto delle parti di Verona (visto che la fiera è stata organizzata, quest’anno, presso la fiera di Verona), ma anche provenienti da zone più lontane (provincia di Vicenza e Padova, Torino, Milano, Lecce ecc, Trentino Alto-Adige, Austria e Germania).
Ognuno presentava le proprie soluzioni per le installazioni, prevalentemente riguardanti il fotovoltaico e il solare-termico, ma anche sull’eolico, sul micro-idroelettrico ecc. Uno dei padiglioni è stato dedicato al green-building, ovvero all’architettura sostenibile (coibentazione, legno ecc), sempre nell’ambito del risparmio energetico.
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No, non è un gioco di parole, bensì la triste realtà.

Non vi è mai capitato di chiedere la stessa cosa a più persone e sentirvi dire cose totalmente differenti? Soprattutto quando vi servono indicazioni sulla documentazione da presentare?
A me è capitato giusto qualche ora fa.

L’altro giorno ero stata in un ufficio, dopo che la mia e-mail era stata ignorata per più di due settimane, per chiedere quale fosse esattamente un modulo. Si, perché mentre io ne avevo uno, una mia amica ne aveva uno differente (giustamente, sarebbe stato troppo facile avere due moduli uguali per la stessa cosa!).
Ho scoperto di avere quello vecchio, comunque non importa: l’importante è avercelo.

La tizia dell’ufficio, oggi, si degna di rispondere alla mia e-mail, dimenticandosi che io le avevo detto che non occorreva più rispondere a quelle righe… Non l’avesse mai fatto! Adesso vien fuori che a me non serve affatto quel modulo!
Argggg per avere aspettato il mio turno all’ufficio, l’altro giorno; doppio argggg perché devo ritornare in quell’ufficio perché mi sono dimenticata di chiederle una cosa (così chiarisco la questione modulo); triplo argggg perché la mia amica è nelle mie stesse condizioni e ha il modulo! ?___?

Sincermanete… Ho paura a ritornare là, io…

Ormai il forno di casa mia è caduto in letargo: con le temperature di questi giorni, accenderlo sarebbe veramente dura. Il passatempo domenicale di mettersi davanti ai fornelli, quindi, deve essere in questo senso abbandonato.

Oggi sono stata a fare una passeggiata in compagnia partendo dalla Piatta, località della Valle del Chiampo (Vicenza), con destinazione Baita Campo Davanti.
Sole meraviglioso, fiori ovunque, venticello fresco… Uno spettacolo di paesaggio che deve ancora sbocciare in tutto il verde degli alberi, ma che già dà segni della vita che sarà!
Ho fatto un sacco di foto a crocchi, genzianelle, margherite gialle ecc, ma scegliere tra le varie inquadrature è veramente ardua, quindi mi riservo un po’ di tempo per decidere quali inserire qui. :)
Tra quello che ci si aspetta di trovare normalmente a fine aprile, ovvero fiori, fiori e fiori, è spuntata ai primi tornanti anche un po’ di neve! In una natura in procinto di risvegliarsi completamente dal torpore invernale, fa un effetto strano trovarsi di fronte a chiazze di bianco che si stanno lentamente sciogliendo. Anche perché quest’anno non è stato proprio un inverno propizio per la neve…
Ovviamente, anche in questo caso le foto non sono mancate e tra le varie che mi piacciono di più c’è quest’inquadratura della neve rimasta nelle zone d’ombra ai lati del sentiero:

Orma su neve

Ma secondo voi il proprietario dell’orma è un cane o qualche altro animale? Io opterei per la seconda…
Poi c’è questo scorcio di un laghetto nato molto probabilmente dallo sciogliersi della neve, ancora mezzo ghiacciato. Per raggiungerlo c’è voluta un’impresa, ma alla fine siamo arrivati tutti interi, lasciando segno del nostro passaggio con tutte le impronte sulle distese ancora incontaminate di neve! :P

Rami in laghetto

Ieri sera gli Zamas hanno suonato al Drai Vin di Pievebelvicino (Vi), un piccolo locale molto accogliente ma frizzante allo stesso tempo.
Janez (voce e chitarra accompagnamento), Faso (chitarra ritmica e solista), Fino (chitarra ritmica e solista), Anthony (batteria & percussioni) e Josephonix (chitarra basso) hanno fatto ascoltare due pezzi inediti del loro repertorio personale (in aggiunta ad altri due che ormai da tempo sono protagonisti delle loro serate).

Degli inediti, uno, in realtà, lo conoscevo già. Mamma Detective, infatti, era già noto ai più assidui come il primo pezzo firmato Zamas, ma con la nuova formazione, le firme di Anthony e Josephonix l’hanno reso più convincente. Peccato solo per la fretta durante l’esecuzione: speriamo sia stata solo l’emozione.
Il secondo, Il circo, è il mio preferito fin’ora: il motivo è veramente coinvolgente! Contando che se una canzone mi piace, mi colpisce soprattutto per la musica che c’è, anche il testo de Il circo è promosso, in quanto spassoso e ben interpretato.

Tra le proposte che già da varie serate, invece, sono state ripresentate Hotel Solitaria, che definirei classica nei contenuti ma allo stesso tempo grintosa grazie alla parte strumentale (e, in particolare, agli assoli del Fino), e Forse non era il caso, che proprio non mi piace (sorry, ragazzi!).
Si tratta di una canzone un po’ particolare, differente dalle altre in quanto a stile musicale. Tuttavia sto ancora cercando di identificare quel qualcosa che non mi quadra e che non mi fa apprezzare i cinque minuti di Forse non era il caso. (No, non li ho cronometrati, ma bensì registrati…) Tra le varie ipotesi, quella più semplice è che questa canzone “non sa proprio da fare” per le mie orecchie! ;)
Di sicuro la parte strumentale è notevole, soprattutto perché permette a Josephonix e ad Anthony di esprimersi in uno spazio tutto per loro.

In complesso, insomma, è un gruppo che vale la pena di ascoltare, in particolare per quello che hanno saputo comporre.

Per quanto riguarda le cover, che ancora costituiscono la maggior parte del loro repertorio… Beh, innanzitutto devono piacere i Negrita, questo è sicuro, ma devo dire che a forza di sentirli posso dire che i Negrita non sono così male! :D Assuefazione? No, penso che il merito vada anche agli Zamas che suonano mettendoci del loro.

Per chi volesse una foto-ricordo ecco qui una foto: purtroppo mi ha battuto sul tempo. ;)

Oggi, primo giorno di corso, dell’ultimo corso della mia carriera universitaria (si spera!) .
Ovviamente l’inizio non poteva essere che dei migliori auspici: primo sciopero nazionale dei treni da tempo immemore (beh, di sicuro dall’inizio dell’anno, credo).
Che si fa? Ma si, dai, andiamo in auto. Non l’avessi mai fatto: arggg!
La prossima volta che mi viene in mente, tiratemi qualcosa in testa!

In autostrada un traffico pazzesco. Si andava al massimo ai 90 km/h in seconda corsia (chi andava verso Milano se la passava peggio, comunque), camioncini che sorpassavano in terza corsia (allucinante), camion che si buttavano in seconda corsia e ti costringevano in spazi ristretti (paura!)…
Poi la parte peggiore: essere arrivati a Padova e non riuscire a trovare parcheggio e rischiare di passare le ore di lezione in auto.. Stavo per fare la sfrontata, farmi alzare la sbarra e parcheggiare in dipartimento! :/
Per fortuna il mio salvatore: uno che se n’è andato e m’ha lasciato il posto proprio davanti l’entrata del dipartimento! :D

La lezione è passata (sono ancora viva) e il ritorno è stato più clemente, a parte il caldo… Non poter accendere il condizionatore per avere più ripresa è stata dura! :P

Le previsioni meteo di questi giorni preannunciavano un week-end pasquale all’insegna di un sole decisamente estivo.
Una scusa come un’altra per involgliare la gente a spolverare le valigie e a partire? Forse uno stratagemma elaborato per l’economia del turismo italiano?
Mah… In ogni caso stamattina l’anticipo d’estate non s’è proprio fatto vedere! Il cielo grigio e l’acqua che scrosciava fuori dalla finestra, rendeva tristi anche le migliori buone intenzioni.
Per fortuna, dopo mezzogiorno, è comparso un timido sole, che di sicuro impallidiva in confronto a quello di ieri (per la rabbia di chi aveva già programmato una passeggiata ristoratrice, dopo l’abbuffata di cioccolato).
Poi, inceve, s’è fatto coraggio e, anche se il cielo a tratti si è oscurato facendo temere un finale ispirato alla mattina, la primavera ha dato i segnali sperati.

I miei gatti non sarebbero stati contenti di passare il giorno all’aria aperta, con le premesse di stamattina. Invece hanno potuto sdraiarsi a prendere un po’ di sole in tutto relax, visto che, fino ad una certa ora, le strade sono state quasi completamente vuote (tutti a riempirsi la pancia, insomma).
Io ne ho approfittato per andare a fare un po’ di foto a qualche tulipano non ancora sbocciato e anche a qualche gatto, pose permettendo. Si, perché qualcuno mal sopporta l’obbiettivo, mentre qualcun’altro non sta mai fermo e continua aa strusciarsi per avere un po’ d’attenzione (e di grattatine, soprattutto).

Pallino

Questo qui è Pallino, l’unico maschietto del giardino e uno tra i due più giovani (mamma, a sinistra, e sorella, a destra, sono mostrate qui).
Pur di avere una carezza, quando cammini s’infila tra le gambe: posso assicurare che è un pericolo vero e proprio. Più di una volta ha rischiato di essere calpestato e più di una volta ho rischiato di ammazzarmi!
Oggi, invece, ha deciso di stendersi e mostrare il suo bel pancino pur di farsi accarezzare.

Domani è Pasqua e quindi non vedo l’ora arrivi l’ora di pranzo.
Non che di solito si mangi male, ma si sa che le occasioni come queste sono ottime per fare qualcosa di particolare.
Io non farò niente di speciale, ma un pasticcio come questo è una tradizione a casa mia.

Pasticcio

Una volta, a quest’ora, sarebbe già stato pronto, in quanto tra stendere la pasta e sbollentarla ci vogliono un bel paio di orette e quindi era necessario preparare il giorno prima.
Bei ricordi…
Da quando, invece, la pasta si può trovare già pronta è tutto più semplice: il risultato è “come fatto in casa”.

Una volta c’hanno guadagnato anche i miei gatti… La pasta secca necessita di una besciamella abbastanza liquida e in quell’occasione, per ottenere il risultato, ho usato troppo latte. Cosa farne di quella in eccesso?
Beh, il latte piace ai gatti, giusto? Assicuro che hanno gradito! :D

Buona Pasqua a tutti!